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Corso di Reiki

Reiki è una disciplina di origine giapponese: l'arte del te a te, ovvero l'arte della guarigione attraverso l'imposizione delle mani (Reiki Ryoho), con la quale si canalizza l'energia dell'universo. E' una disciplina sia terapeutica che spirituale, apartitica e non religiosa, che si basa sull'energia. Oggi sempre di più la scienza ci aiuta a comprendere i fenomeni invisibili dell'Universo e a renderci consapevoli che esiste anche ciò che non possiamo vedere o toccare.


La parola Reiki è formata dai due kanji (alfabeto giapponese): Rei e Ki. Rei significa qualcosa di sacro e misterioso. Ki è l'Energia Universale, il Soffio Vitale, quella Forza che infonde e sostiene l'esistenza. Il termine Reiki è quindi la sacra Energia dell'Universo, quella che i cinesi identificano nel Chi o gli indiani nel Prana, il soffio che infonde e sostiene la vita. Grazie al fluire di questa Energia, conserviamo l'equilibrio con l'Universo che ci circonda, sentendoci fisicamente bene e sereni. Scopo della disciplina è dunque quello di mantenere l'armonia di questa Energia in noi,a tutti i livelli (fisico, spirituale ed emozionale). Comprenderla, aiuta a capire la vita, noi stessi, l'Universo e tutto ciò che esiste.


A cosa serve:
Aiuta a rilassarsi e a scegliere di occuparsi finalmente di se stessi, offre a tutti uno strumento per il proprio beneficio personale. Permette di trattare, con dolcezza, diversi squilibri, su noi stessi e su altri, come mal di testa, ansia, insonnia e palpitazioni.
Il Reiki è utile in tutte le patologie. Rinforzando il sistema immunitario e dando energia alla persona, permette al corpo di riattivare i processi di auto guarigione per meglio superare le malattie. Anche persone sottoposte a cure intensive e chemioterapiche traggono beneficio dai trattamenti che attenuano gli effetti collaterali provocati dai farmaci. Lo scopo del Reiki è di liberare il corpo da blocchi energetici, di consentire alla "vita" di procedere serenamente e raggiungere l'assoluta pace interiore (Anshin Ritzumei).
Praticare Reiki ci aiuta a non reprimere, ma riconoscere ed esprimere, le proprie emozioni e i propri sentimenti come la rabbia, l'ansia, cercando di comprenderne gli eccessi, per poi lasciarne andare le cause in modo da non interiorizzarle, perché ciò potrebbe essere causa di malattia.
Come ricevere Reiki:
Attraverso le "attivazioni" o "armonizzazioni", semplici cerimonie mirate ad aprire i canali del Reiki. L'attivazione è un processo che purifica i Tanden e rimuove eventuali blocchi che potrebbero ostacolare il flusso energetico, non si tratta di riti o pratiche magiche, e non hanno niente a che fare con religioni o filosofie.

Nella tradizione originale Reiki ci sono quattro livelli d'insegnamento:

Shoden - primo livello: Conoscenza e approccio con l'energia, prettamente fisico, serve innanzitutto per iniziare a prendersi cura di se stessi.

Chuden - secondo livello : Mentale agisce sulle emozioni e sull'inconscio, si apprendono tecniche per inviare trattamenti a distanza.

Okuden - terzo livello: Piano mentale in connessione con il piano spirituale

Shinpiden - livello Master: Capacità di trasmettere agli altri Reiki attraverso l'uso delle attivazioni.



Cinque principi, o precetti di Reiki:
costituiscono il fondamento di questa disciplina intesa come filosofia di vita e percorso spirituale. Chi pratica Reiki dovrebbe conformarsi a essi il più possibile cercando di viverli quotidianamente. "Solo per oggi" è già di per sé un principio, esprime l'importanza di impegnarsi nelle cose giorno per giorno, senza ansia o fretta, concentrandosi sulla realtà del momento e vivendola intensamente.

I cinque principi sono:

Solo per oggi
Non ti arrabbiare
Non ti preoccupare
Sii grato
Lavora diligentemente
Sii gentile con gli altri



PENSIAMO ALLA RABBIA COME UN TEMPORALE, NON COME AD UNA PIOGGIA CONTINUA; NON permettiamogli di ROVINARE IL RACCOLTO.
Arrabbiarsi è umano ma non deve prevaricare.
La preoccupazione nasce dall'insicurezza, dalla paura di ciò che siamo e di ciò che ci aspetta, dal pensare a un evento e anticiparne spiacevoli conseguenze. La preoccupazione e l' ansia denotano mancanza di fiducia di abbandono, è come se dovessimo sempre tenere tutto sotto controllo per prevedere ogni accadimento.
Ama senza trattenere; dona senza far sentire in obbligo; aiuta senza creare dipendenza e perdona senza vergognarti. SII grato al dono della vita.
Con la pazienza e con il tempo si fanno molte cose, lavorare su noi stessi e perseverare sono le basi per ottenere un cambiamento positivo.
Cambia il tuo atteggiamento verso gli altri e gli altri cambieranno atteggiamento verso di te.



La storia
Mikao Usui, fondatore del Reiki è nato il 15 agosto 1865 nel villaggio Taniai Mura-Yama Agatagun. Lasciò, in giovane età, la sua città natale. Le sue capacità erano superiori alla norma, studiò in Europa, Stati Uniti e Cina. Cambiò molti lavori che lo portarono ad ampliare le sue conoscenze spaziando in ogni ambito. All’età di cinquantasette anni, dopo essersi interrogato sullo scopo della sua vita, si ritirò sul Monte Kurama per meditare e dopo ventun giorni di digiuno e meditazione, percepì in sé la presenza dell’energia universale e la possibilità di poterla ritrasmettere. Nacque così il metodo Reiki che Mikao Usui sperimentò su se stesso e poi su amici e parenti. Raggiunse l’illuminazione: l’Anshin Ritsumei, cioè una grande pace interiore che porta alla consapevolezza che ogni essere umano ha ricevuto una missione dall’universo. “Tutto l’universo esiste dentro di me ed io esisto dentro l’universo”. Egli pensò che fosse importante condividere questa meravigliosa esperienza con tutti. Le persone desideravano( come oggi…) migliorare e costruire dentro e fuori la propria vita, essere aiutate a superare meglio squilibri fisici e mentali. Fu per questi motivi che Usui decise di rendere pubblico il Reiki per il benessere e la felicità di tutti. Nel 1922 ad Aoyama nella città di Tokyo fondò un’Associazione, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai, dove insegnava e offriva terapia a chiunque ne avesse bisogno. Nel settembre del 1923 ci fu un grande terremoto nella periferia di Tokyo, Usui insieme ai suoi allievi trattarono e salvarono moltissime persone. Nel 1925 l’associazione s’ingrandì e si spostò a Nakano. Usui ebbe Tantissimi allievi ma formò solo ventuno shinpiden, tra cui un membro della Marina Imperiale Giapponese, il maestro Chujiro Hayashi. Mikao Usui morì nel marzo del 1926 a causa di un’emorragia celebrale. Nel 1931 il maestro Hayashi lasciò la Gakkai e fondò la “Hayashi Reiki Kenkyu Kai”, un’associazione indipendente, dove ricercava come ottenere gli effetti migliore del Reiki Ryoho grazie a trattamenti specifici. Formò tredici shinpiden tra cui Hawayo Takata, una giapponese americana nata alle Hawai dove prese il master nel 1938. Qualche anno prima le fu diagnosticata una grave malattia che il maestro curò in quattro mesi. Grazie a lei il Reiki giunse in occidente.
Non perse la sua tradizione originale che arrivò a noi anche grazie al Rev Hyakuten Inamoto che fa parte dell’ordine della“Terra Pura”, come Mikao Usui. Hyakuten ha creato la Komyo Reiki Kai ed ha reso la disciplina semplice, senza modificarla, alla portata di tutti.





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